Petizione – BASTA BAMBINI TENUTI IN OSTAGGIO IN GERMANIA E AUSTRIA

bambino in gabbia

 

FIRMARE QUI: http://www.change.org/fr/p%C3%A9titions/stop-aux-prises-d-enfants-en-otage-par-l-allemagne-et-l-autriche-2

Gent.li candidati alle elezioni europee,
Gent.li futuri commissari e parlamentari europei,

Come è noto, nelle separazioni e i divorzi,padri e madri non tedeschi o non austriaci sono quasi sistematicamente allontanati e poi privati di ogni contatto coi loro figli da un’amministrazione tedesca/austriaca che utilizza mezzi iniqui e vergognosi,che i genitori denunciano ormai regolarmente a volte con l’appoggio di parlamentari nazionali e europei. Da vent’anni, migliaia di bambini franco-tedeschi, italo-tedeschi, spagnolo-tedeschi,ecc. sono abbandonati nelle mani della Germania e dell’Austria. I loro diritti, seppur riconosciuti dalla Carta europea dei Diritti fondamentali, dalla Convenzione dell’Aia, dalla Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo e da altre normative internazionali,sono ignorati e messi in ridicolo.

I genitori di questi bambini sono sparpagliati in tutta l’Europa ed oltre.

Sono terrorizzati dalle minacce e dal ricatto di questi due paesi membri dell’Unione Europea. Disarmati, rovinati, distrutti da un sistema kafkiano,sono poi considerati nel loro paese di origine e dall’Europa come dei casi isolati, e finiscono perfino per essere stigmatizzati.

Che i bambini risiedano in Germania/Austria al momento della separazione, o che siano stati portati via dal loro paese di residenza e tenuti in ostaggio in Germania/Austria, i genitori tedeschi/austriaci godono del totale appoggio delle autorità del loro paese e a volte sono persino costretti a recidere ogni contatto tra i figli e il loro ex coniuge non-tedesco/non-austriaco.

E’ noto anche che la Commissione europea per le Petizioni è regolarmente adita da centinaia di genitori che ripongono le loro ultime speranze nelle istituzioni dell’Unione Europea.

Ma, per esempio, il primo aprile 2014, in occasione dell’ultima sessione di questa legislatura della Commissione europea per le Petizioni, durante la quale 24 petizioni di genitori dovevano essere ancora esaminate, queste petizioni sono state semplicemente cancellate dall’ordine del giorno, su richiesta dei tedeschi. Nonostante tutti gli sforzi impiegati affinché queste petizioni venissero rimesse all’ordine del giorno, questa sessione ha finalmente dato luogo ad un teatrino vergognoso nel quale i membri della Commissione Europea -che dev’essere sempre presente a questi dibattiti-, non si sono nemmeno degnati di presentarsi.

La passività con la quale l’Unione Europea e quindi altri paesi membri si oppongono a queste violazioni incoraggiano i tedeschi a sostenere, ormai apertamente, che l’articolo 24 della Carta Europea non è applicabile alla Germania e inoltre che il principio disussidiarietà è opponibile soltanto ai genitori non-tedeschi e non-austriaci.

Ci sono infatti due pesi e due misure. La Germania e l’Austria non reagiscono nello stesso modo nei casi in cui si tratta di bambini binazionali che si trovano in Danimarca, o in Germania/Austria.

Nel primo caso, questi due paesi considerano di poter interferire perché si tratterebbe di una violazione dei diritti fondamentali. Negli ultimi due casi invece, per legalizzare quelle che sono delle vere e proprie “prese in ostaggio” quei due paesi considerano che il diritto per la famiglia rientri nelle competenze del diritto interno degli stati (principio di sussidiarietà) e che nessun’altro stato non debba poter commentare le decisioni familiari legali o illegali di questi stati.

In quanto europei, finora convinti, aspettiamo che tutti i candidati alle elezioni europee e tutti i nostri futuri commissari e parlamentari europei facciano in modo che i diritti fondamentali dei loro concittadini siano rispettati e che chiedano di sanzionare pesantemente i paesi partner che violano quelli dei bambini.

La cittadinanza europea non può eternamente esser messa in avanti per chiamaregli elettori alle urne in periodo di crisi, se le uniche preoccupazioni dell’Unione Europea rimangono finanziarie.

È dunque impensabile di considerare che gli attoridella costruzione dell’Europa non trovino qui l’occasione di ridarle credito e dimostrare l’importanza che attribuiscono alla persona e ai suoi diritti fondamentali.

Per queste ragioni, vi chiediamo :

– Di firmare questa petizione; Di impegnarvi pubblicamente ad intervenire presso i governi tedeschi e austriaci che, contrariamente alla Danimarca, hanno ratificato la Convenzione dell’Aia e anche il regolamento n°2201/2003 (detto Bruxelles II bis), affinché quei due paesi smettano definitivamente di attuare questi “sequestri legali” e organizzati di bambini.

– Chiediamo inoltre il vostro impegno ufficiale a far di tutto per costringere questi due paesi membri dell’Unione europea a rispettare i bambini e i loro diritti fondamentali.

Questi bambinihanno due genitori e due culture. È necessario mantenere senza restrizione le loro due lingue, le loro due culture e i legami che questi bambini hanno con entrambi i rami parentali e con i due paesi di origine.

Chiediamo il vostro impegno concreto nel far scattare una procedura d’infrazione contro la Germania/Austria, contro la Danimarca e contro tutti i partner che non rispettano la Carta europea dei diritti fondamentali, che violano sistematicamente la Convenzione dei Diritti dell’Uomo e che spezzano la vita di migliaia di bambini, del loro genitore e della loro famiglia non residente in questi paesi.

Chiediamo anche di informare le vostre proprie giurisdizioni, i vostri servizi di polizia, i vostri servizi sociali e tutti i vostri servizi amministrativi suscettibili di intervenire in materia familiare del comportamento di questi “partner” affinché in futuro, le decisioni che essi prenderanno non concorrano più a spezzare la vita di migliaia di bambini e dei loro genitori.

———————- FRANCESE ——————————————-

STOP AUX PRISES D’ENFANTS EN OTAGE PAR L’ALLEMAGNE ET L’AUTRICHE

Mesdames et messieurs les candidats aux élections européennes,
Mesdames et messieurs les futurs commissaires et parlementaires européens,

Vous le savez, lors de séparations ou de divorces, pères et mères, dès lors qu’ils ne sont pas allemands ou autrichiens, sont quasi systématiquement écartés puis privés de tout contact avec leurs enfants par une administration allemande ou autrichienne qui use de moyens iniques, honteux, qu’ils dénoncent régulièrement, souvent appuyés par des parlementaires nationaux et européens. Depuis vingt ans, des milliers d’enfants franco-allemands, germano-italiens, germano-espagnols, etc. sont abandonnés aux mains de l’Allemagne et de l’Autriche. Leurs droits, tels qu’exposés par la Charte européenne des droits fondamentaux, la Convention de La Haye, la Convention européenne des Droits de l’Homme et autres textes internationaux, sont ignorés et bafoués.

Les parents de ces enfants sont éparpillés dans toute l’Europe et au-delà.

Ils sont terrorisés par les menaces et le chantage de ces pays membres de l’Union européenne. Désarmés, ruinés, détruits par un système kafkaïen, ils sont ensuite considérés dans leur pays d’origine et par l’Europe comme des « cas isolés », et finissent même par être stigmatisés.

Que les enfants résident en Allemagne ou en Autriche au moment de la séparation ou qu’ils soient enlevés dans leur pays de résidence et retenus en otages en Allemagne ou en Autriche, les parents allemands et autrichiens bénéficient de l’appui des autorités de leur pays ou sont souvent même contraints par elles de couper tout contact entre leurs enfants et leur ex conjoint non allemand ou non autrichien.

Vous le savez également, la Commission européenne des pétitions est régulièrement saisie par des centaines de parents qui mettent leurs derniers espoirs dans les institutions de l’Union européenne.

Or par exemple, le 1er avril 2014, la dernière session de cette législature de la Commission européenne des pétitions au cours de laquelle, encore 24 pétitions de parents devaient être examinées, a simplement été annulée à la demande des allemands. Malgré tous les efforts déployés pour que ces pétitions fussent remises à l’ordre du jour, cette session a finalement donné lieu à une mascarade honteuse pour laquelle, les membres de la Commission européenne qui doit toujours être présente à ces débats n’ont même pas daigné se déplacer.

La passivité que l’Union européenne et donc les autres pays membres opposent à leurs exactions les encourage à prétendre ouvertement aujourd’hui que l’article 24 de la Charte européenne n’est pas applicable à l’Allemagne ou encore, que le principe de subsidiarité n’est opposable qu’aux parents non allemands ou non autrichiens.

En effet, il y a deux poids, deux mesures. L’Allemagne et l’Autriche ne réagissent pas de la même manière lorsqu’il s’agit d’enfants binationaux qui sont au Danemark, ou en Allemagne et en Autriche. Dans le premier cas, ces deux pays considèrent pouvoir interférer au motif qu’il s’agit d’une violation des droits fondamentaux. Dans les deux derniers cas, pour légaliser leurs prises d’otages aux yeux d’une Europe accommodante, ils considèrent que le droit de la famille relève du droit interne des états, (principe de subsidiarité) et qu’aucun autre état ne doit pouvoir commenter les décisions « familiales » légales ou non de ces états.

En européens jusqu’à aujourd’hui convaincus, nous attendons que tous les candidats aux élections européennes et tous nos futurs commissaires et parlementaires européens veillent à ce que les droits fondamentaux de leurs citoyens soient respectés et qu’ils sanctionnent lourdement ceux des pays partenaires qui violent ceux des enfants.

La citoyenneté européenne ne peut être éternellement mise en avant pour appeler les électeurs aux urnes en période de crise, si les seules préoccupations de l’Union demeurent financières.

Il est donc impensable d’envisager que les acteurs de la construction de l’Europe, ne trouvent pas là l’occasion de lui redonner du crédit et de montrer l’importance qu’ils attachent à la place de l’homme et de ses droits fondamentaux.

Pour ces raisons, nous vous demandons :

– en signant cette pétition, de prendre publiquement l’engagement d’intervenir auprès des gouvernements allemands et autrichiens qui, contrairement au Danemark, ont ratifié la convention de La Haye et le règlement n° 2201/2003 (dit Bruxelles II bis), afin qu’ils cessent définitivement ces « enlèvements légaux » et organisés d’enfants.

· de tout mettre en œuvre pour contraindre ces pays membres de l’Union européenne à respecter les enfants et leurs droits fondamentaux.

Ces enfants ont deux parents, et deux cultures. Il convient de maintenir sans restriction leurs deux langues, leurs deux cultures et les liens que ces enfants sont en droit d’avoir avec leurs deux parents, leurs deux familles et leurs deux patries de naissance.

Nous vous demandons d’entreprendre sans plus tarder des démarches visant à déclencher une procédure d’infraction à l’encontre de l’Allemagne, de l’Autriche, du Danemark et de tous les partenaires qui ne respectent pas la Charte européenne des droits fondamentaux, qui violent systématiquement la Convention des droits de l’Homme et qui brisent la vie de milliers d’enfants, de leur parent et de leur famille non ressortissants de ces pays.

Nous vous demandons également d’informer vos propres juridictions, vos propres services de police, vos services sociaux et tous vos services administratifs susceptibles d’intervenir en matière d’affaires familiales, du comportement de ces « partenaires » afin qu’à l’avenir, les décisions qu’ils prendront ne concourent plus à briser la vie de milliers d’enfants et de leurs parents.

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