La voce della Russia intervista Marinella Colombo

ita russia

Si avvicina il 25 maggio, giorno quando l’Unione Europea dovrà fare i conti con i propri cittadini. Alle elezioni arriva un’Europa spaccata: gli europeisti da una parte e gli euroscettici dall’altra. Il tema dell’euro e dell’unione, infatti, è al centro di ogni campagna elettorale.

Le elezioni del 25 sono particolari anche per il fatto che per la prima volta i cittadini voteranno non solo per i propri eurodeputati nel Parlamento, ma anche per il presidente della Commissione europea.

A pochi giorni dalla grande data “La Voce della Russia” ha conversato con Marinella Colombo, candidata alle elezioni europee per “Scelta Europea” con Guy Verhofstadt (circoscrizione nord ovest).

 Signora Colombo, per che cosa vorrebbe lottare in Europa?

 Serve lottare secondo me per cambiare radicalmente questa Europa, non tanto per voltare pagina come spesso si dice, ma bisogna proprio cambiare libro. Il modo per farlo è quello di impegnarsi attivamente, per cui il mio impegno in prima persona per sradicare con il gruppo dei liberali quel consociativismo tra socialisti e popolari, che purtroppo non ha costruito un’Europa al servizio dei cittadini e degli europei, ma ha visto delle costituzioni autoreferenziali.

Vogliamo un’Europa veramente democratica e dei diritti civili. Un’Europa unita nelle differenze. Vogliamo essere uniti per problemi che riguardano tutti quanti come l’immigrazione e l’approvvigionamento energetico. Per il resto credo che ogni Paese debba conservare la propria cultura e le proprie tradizioni, lingue e modi di vivere.
Per saperne di più e ascoltare l’audio integrale: http://italian.ruvr.ru/2014_05_21/La-Scelta-europea-di-Marinella-Colombo-9872/?slide-1

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mercoledì 21 maggio Festa a Milano con la Repubblica del Sud Africa

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Bellissima serata, squisita ospitalità del Console Generale, Saul Kgomotso Molobi e del Consigliere politico Zakhele Mnisi.

Abbiamo parlato di Europa e di Africa, abbiamo parlato delle immense possibilità che il Sud Africa offre agli imprenditori italiani …… e che spero di poter presto contribuire a rendere operanti!

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Con il Console Generale, Saul Kgomotso Molobi

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Con il Consigliere politico Zakhele Mnisi

SEA, la marcia in più del Sindacato Europeo dei Lavoratori

seahandlingLa lunga battaglia del Sindacato Europeo dei Lavoratori su SEA continua: dopo l’intervento relativo alla speculazione sui precari all’interno degli aeroporti milanesi e la petizione per spostare gli esentati in SEA S.p.a., il presidente del Sindacato, Giuseppe Criseo, ha chiesto un’operazione di trasparenza, con la pubblicazione del bilancio di SEA Handling online. In vista dei tagli dichiarati dai vertici della compagnia, Criseo chiede “chi sono le centinaia di consulenti con incarichi e nomi inglesi più o meno fantasiosi” e prima di domandare sacrifici “a chi sta in basso” vorrebbe capire come e dove saranno fatti i tagli in alto. Altre domande riguardano come sono spesi i soldi dall’azienda, visto che – denuncia il Sindacato – a Malpensa piove spesso nell’aerostazione, o ci sono interi reparti che rimangono inutilizzati ma con riscaldamento e luci sempre accesi. Sul capo di Sea Handling ancora pende una multa dell’Unione Europea e non è stato ancora sciolto il nodo sul rapporto tra la compagnia – in parte pubblica – e la concorrenza sul mercato dei servizi a terra. Sea Handling è una società municipalizzata in cui il Comune di Milano ha quote importanti: rispondere ai cittadini e ai lavoratori ed essere trasparenti, oltre che rispettare le norme europee, è fondamentale per chi vuole avere credibilità. Ci auguriamo dunque che il sindaco Pisapia risponda a questa e alle altre istanze legittimamente sollevate dal Sindacato Europeo dei Lavoratori.

Le risposte di Marinella Colombo alle domande delle Associazioni di genitori

bimbi

Il giorno 15 maggio 2014 10:59, Elvio GALLO ha scritto:

Ciao Marinella,

Ho avviato dei primi contatti ed è emersa l’utilità di avere maggiori dettagli su quello che sarebbe il tuo programma in particolare sui punti:

 

Pari dignità genitoriale (bi-genitorialità e affido condiviso, contributo diretto)

Risposta: E’ noto che la pari dignità genitoriale, anche nei casi binazionali, è una delle mie priorità. Tra le mie proposte concrete, l’istituzione nei paesi della UE di collegi giudicanti composti da 3 giudici, dei quali due delle rispettive nazionalità dei genitori che si separano.

 

Agevolazione e sostegni transfrontalieri per le visite ai figli.

Risposta: vado oltre, non accetto che sia sempre il genitore italiano quello che “fa le visite”. L’essere italiano deve cessare di essere squalificante; perché non sono quasi mai i genitori stranieri a dover venire in Italia per le visite? Le visite transfrontaliere dovranno comunque essere diversamente definite, nell’ambito della revisione dei regolamenti europei in materia (RE 2201/2003 ma anche RE 4/2009 sugli alimenti): per es., se un genitore si trasferisce lecitamente all’estero con il figlio, dovrà comunque farsi carico degli oneri superiori che l’altro è costretto ad affrontare per delle visite all’estero!

 

Armonizzazione dei principi generali in Materia di Diritto di Famiglia

Risposta: sicuramente mi batterò affinché realtà come quella tedesca, il cui diritto di famiglia non attribuisce la potestà genitoriale al padre non sposato che ha riconosciuto il figlio. Ho già collaborato con l’on. Muscardini alla stesura di una interrogazione alla Commissione europea, depositata durante la plenaria dell’aprile u.s., che denuncia l’arbitrario cambiamento del cognome di bambini italo-tedeschi e italo-austriaci (ma anche franco-tedeschi, ispano-tedeschi, ecc…), ad opera delle autorità di quei paesi che tolgono unilateralmente il cognome del padre per attribuire al bambino quello della madre. La vera armonizzazione non può comunque prescindere dall’applicazione dei diritti fondamentali dei bambini e questo sarà favorito solo da collegi giudicanti in composizione internazionale e con l’uso di entrambe le lingue dei genitori.

 

Mediazione familiare (Obbligatoria/Facoltativa e condizioni)

Risposta: So di giudici, in altri paesi della UE, che rimandano la sentenza di separazione, spingendo i coniugi a trovare soluzioni condivise ed accettabili per entrambi. Può essere un inizio? Sarà importante sentire il parere e le esperienze delle associazioni. Per la mediazione internazionale invece, servono mediatori con profonde conoscenze del diritto di entrambi i paesi dei genitori e soprattutto di quello di residenza abituale del minore. Ho già terminato un progetto che sarà avviato a breve.

 

Coinvolgimento delle associazioni

Risposta: Se sarò eletta sarò al servizio dei cittadini e quindi anche delle associazioni. Esse, oltre a dover essere coinvolte, avranno il mio sostegno per accedere ai fondi europei (che l’Italia sfrutta solo in minima parte) con i quali finanziare studi e progetti concreti.

 

 

ANDE, 19 maggio a Milano

Il 19 maggio 2014 si è svolto un interessante dibattito organizzato da

ANDE

ASSOCIAZIONE ANDE MILANO

INCONTRO per le ELEZIONI EUROPEE 2014:
“L’EUROPA CHE VOGLIAMO”
Lunedi’ 19 maggio, ore 17:30, presso l’Unione Commercianti, sala Colucci, c.so Venezia 47.
Un momento importante di confronto con Capilista e Candidati al Parlamento Europeo

Moderatore:
Maurizio Cattaneo
Direttore dell’Arena di Verona e Brescia Oggi

La Presidente:
Milena Barbieri Oppizzio

Lo Jugendamt, il nemico tedesco dei diritti dei minori

Zenit

Intervista a Marinella Colombo, candidata alle elezioni europee, da anni impegnata nella lotta contro il “genitore di Stato” e nella difesa dei diritti dei bambini, anche quelli non nati

Roma, 19 Maggio 2014 (Zenit.orgFederico Cenci | 102 hits

Jugendamt è un termine che a molti italiani suonerà nuovo. La sua espressione tipicamente teutonica, del resto, appare poco sui media. Eppure, accompagnato in patria dalla fama di baluardo della protezione sociale, questo ente di Stato tedesco svolge una funzione di difesa degli interessi della Germania presso le aule di Tribunale, a discapito di quelli dei genitori stranieri e dei minori. Marinella Colombo è una dei tanti italiani che lo hanno conosciuto sulla propria pelle. Lo Jugendamt, nel 2008, si è insinuato nella causa di separazione tra lei e suo marito, tedesco. Nonostante la donna avesse ottenuto l’affidamento, un giorno, a sua insaputa, i suoi due figli sono stati prelevati da scuola e riportati a Monaco di Baviera dal papà. Come se non bastasse, si è ritrovata un mandato di cattura internazionale per sottrazione di minori. Su questa vicenda personale ha scritto un libro dal titolo Non vi lascerò soli (ed. Rizzoli), simbolo di una battaglia che sta portando avanti per ottenere giustizia. Le sue istanze e quelle di tanti altri cittadini che vivono situazioni simili, sono state raccolte anche presso il Parlamento europeo, finora senza che ciò producesse alcun effetto. Ora, in Parlamento europeo prova a entrare lei stessa, candidandosi nella Circoscrizione Nord Ovest con Scelta Europea. Dall’intervista che segue emerge il suo impegno per la tutela dei bambini, anche di quelli non ancora nati.

Dott.ssa Colombo, cosa l’ha spinta a candidarsi nelle liste di Scelta europea?

Marinella Colombo: Da anni seguo da vicino i lavori del Parlamento e della Commissione europea e constato che il disastro nel quale ci troviamo oggi è stato provocato dai sempre ricorrenti accordi tra socialisti e popolari. Questi stanno trasformando l’Europa nella grande Germania, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. Non era questo che ci si era prefissi di raggiungere con l’Unione europea (“uniti nelle differenze”). Ora per la prima volta abbiamo la possibilità di scegliere chi sarà alla guida della Commissione europea e il nostro candidato, il liberale Guy Verhofstadt, è l’unica alternativa al socialista Schulz e al popolare Junker, l’unico in grado di spezzare quel nefasto equilibrio e, con il nostro progetto di Europa federale, ridare dignità ad ogni Paese, senza servilismi e sottomissioni.

È stata protagonista, suo malgrado, di una spiacevole vicenda con la legge tedesca. Vuol parlarcene e spiegare ai lettori cos’è lo Jugendamt?

Marinella Colombo: Jugendamt significa letteralmente “amministrazione per la gioventù”, loJugendamt è il genitore di Stato, il terzo genitore che prende parte, allo stesso titolo dei genitori (e non come consulente del giudice), a tutti i procedimenti nel quale sono coinvolti dei minori, come per esempio, ma non solo, le separazioni. La finalità delle azioni delloJugendamt non è il “bene del bambino”, ma il bene che la comunità dei tedeschi trae nel trattenere ogni bambino nella propria giurisdizione. Ha anche funzioni di funzionario dell’anagrafe, redige il registro delle dichiarazioni di affido congiunto nei casi in cui la madre non sposata decida di concederlo al padre del bambino, ecc.. Il mio caso personale non è giuridico, ma politico. “Se la Germania vuole quei due ragazzini, diamoglieli!”, è stato dichiarato.

Quali iniziative finora sono state compiute nel Parlamento europeo per far luce su questo sistema e quali nuove iniziative intende adottare, se sarà eletta?

Marinella Colombo: Al Parlamento europeo, controllato come è dai tedeschi, non solo non sono state fatte iniziative per far luce su questo problema, ma si è cercato fortemente e a più riprese di boicottare ogni tentativo di informazione in merito, intrapreso da pochi eurodeputati impegnati come l’on. Cristiana Muscardini. Ad esempio, il convegno del 2012 al Parlamento europeo sullo Jugendamt ha visto l’ingerenza di Martin Schulz per limitarne la diffusione, mentre nell’aprile di quest’anno, la discussione delle Petizioni contro lo Jugendamt è stata arbitrariamente cancellata dall’ordine del giorno e reinserita all’ultimo momento solo a seguito delle nostre proteste espresse in una conferenza stampa internazionale. Cosa farò? Ho sufficienti conoscenze tecnico-giuridiche per far emergere le incongruenze di questo sistema, inammissibile all’interno di Europa civile e rispettosa dei diritti e che va pertanto fermato e abolito.

Abbiamo parlato di minori. Intende battersi anche a favore dei bambini non ancora nati?

Marinella Colombo: Battersi per i diritti dei bambini non lascia spazio a compromessi, né a differenziazioni, i bambini nati o non nati hanno diritto ad una vita dignitosa. A mio avviso è importante sostenere in modo più efficace tutte quelle mamme che si trovano a pensare di abortire perché economicamente non in grado di farsi carico delle necessità proprie e del bambino. Attualmente le madri sole vengono aiutate per un tempo limitato e poi tornano a dover cercare da sole la soluzione ad un problema per loro spesso irrisolvibile. Sono loro che vanno innanzi tutto aiutate, per aiutare i bambini a nascere e vivere serenamente.

Avrà seguito le polemiche che hanno accompagnato le votazioni, in Parlamento europeo, delle Risoluzioni Estrela e Lunacek. Crede che quello di crescere con una mamma e un papà sia un diritto dei bambini?

Marinella Colombo: Ho letto i lavori preparatori, le discussioni e le polemiche. È vero che l’influenza di gruppi fortemente ideologizzati che vogliono diffondere l’ideologia gender è molto forte e proprio per questo è necessario mandare al Parlamento europeo degli eurodeputati preparati e che esprimano chiaramente lo loro posizione. La mia è chiara, sono contro ogni forma di discriminazione quindi per il rispetto di tutte le persone, siano esse eterosessuali o omosessuali; ritengo di non avere nessun diritto a giudicare un’altra persona per via del suo orientamento sessuale. Ma il diritto dei bambini a crescere con una mamma e un papà non può essere leso né stravolto e deve restare prioritario. Non accetterò di subordinarlo a nessun tipo di ideologia che tenti di convincerci del contrario.

http://www.zenit.org/it/articles/lo-jugendamt-il-nemico-tedesco-dei-diritti-dei-minori

Perché ho aderito a Scelta Europea

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Mi chiamo Marinella Colombo e sono la mamma di due bambini praticamente orfani, in quanto da me separati e sottoposti da oltre tre anni a rigida germanizzazione sotto l’imposizione dello Jugendamt,  istituzione tedesca che, residuando norme da una legislazione di epoca nazista, si macchia legalmente di veri e propri abusi. Sono una linguista con un master in protezione, diritti e tutela dei minori, autrice di un libro (Non vi lascerò soli, ed. Rizzoli), responsabile per le politiche sociali e familiari e di uno “sportello Jugendamt” in diverse associazioni e movimenti.
Ma sono anche una ex imprenditrice, ex cittadina del mondo, ex traduttrice simultanea nei festival di film culturali, ex italiana all’estero, ex donna che aveva saputo conciliare maternità, lavoro e carriera e, non ultimo, ex carcerata per aver voluto svelare le porcherie che in Europa avvengono sulle spalle dei bambini.

Al momento sono candidata alle elezioni europee con Scelta Europea e vorrei spiegarvi il perché.

La ragione di questa candidatura non deriva dal periodo in cui giravo l’Europa assetata di conoscenza, lingue, cultura e tradizioni dei popoli nostri vicini, bensì dal trauma subito a Milano: quando un giorno i miei figli sono spariti da scuola, portati via dai carabinieri in violazione di un accordo con il mio ex marito tedesco firmato davanti al vice-questore e spediti (sì, come pacchi) in Germania.
Da quel giorno lotto con tutte le mie forze; ho bussato a tutte le porte, ho scritto petizioni, sono entrata in contatto con numerosissimi uffici del Parlamento europeo, poi processi, lo studio del diritto di famiglia e del sistema dello Jugendamt tedesco, telefonate, lettere, convegni, incontri con politici italiani ed europei. Ho subito pressioni affinché io sparlassi del mio ex marito, ma senza menzionare il vero colpevole: il sistema che gli ha permesso di fare l’indescrivibile. Ho ottenuto solo di sprofondare in una sorta di sabbie mobili di difficoltà e indifferenza – al punto di sentirmi dire alla Farnesina, già 4-5 anni fa: “e se la Germania vuole ‘sti du’ ragazzini, diamoglieli! Abbiamo troppi interessi con quel paese, e poi la Germania è forte”. I “du’ ragazzini”, è forse superfluo precisarlo, sono i figli che ho messo al mondo io.

Sulla mia pelle, piano piano e sempre più, ho scoperto come funziona l’Europa e non solo relativamente ai bambini.

Cristiana Marinella   Da quella lacerazione, nel 2009, ho assistito su questo tema all’indifferenza di tutte le forze politiche. Solo da        una eurodeputata ho avuto appoggio pieno, costante e disinteressato: da Cristiana Muscardini –  che ora non si    ricandida.

Serve qualcuno che si occupi del dramma di tanti genitori come me, privati dei figli da uno Stato straniero; ecco perché oggi, con il suo appoggio e con Scelta Europea per la circoscrizione del Nord Ovest (Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta) mi candido io:

• mi candido perché non accetto che la vita delle persone e quella dei nostri figli sia meno importante di un contratto commerciale,

• mi candido perché non accetto che le istituzioni usino i cittadini come pedine al proprio servizio, anziché essere le istituzioni al servizio dei cittadini,

• mi candido perché voglio un’Europa che rispetti davvero i diritti civili di tutti, europei e non,

• mi candido perché, con Scelta europea, voglio sia superato il blocco autoreferenziale tra socialisti e popolari, blocco che in questi anni ha tenuto l’Europa ferma nella recessione economica,

• mi candido perché voglio il riconoscimento della dignità di ognuno, senza prevaricazioni, inutili burocrazie e pericolose indifferenze verso i più deboli: un’Europa federata nel rispetto delle identità nazionali, un’Europa che difenda il manifatturiero ed i diritti dei bambini e che legiferi per realizzare nuovi posti di lavoro e regole comuni per l’immigrazione.

 

Resto a disposizione di chi vorrà farmi domande e ringrazio chi vorrà darmi la sua fiducia.

Un esempio – Intervento del mese scorso al Parlamento europeo:
https://www.youtube.com/watch?v=edSAFtgWEJU#t=24
in traduzione: https://www.youtube.com/watch?v=-CTk_M8n1Oo
http://jugendamt0.blogspot.it/…/conferenza-stampa-del…

http://politicafemminile-italia.blogspot.it/2014/05/marinella-colombo-elezioni-europee.html